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SEGNI: dalla mano alla luce.
Hans Hartung e Bruno Di Bello

Hans Hartung e Bruno Di Bello protagonisti dello special project di  Eidos Immagini Contemporanee
per l'edizione 2018 di Arte Fiera Bologna
Arte Fiera torna nel 2018 dal 2 al 5 febbraio con preview il primo febbraio. Sono 151 le importanti gallerie chiamate a trasformare i padiglioni 25 e 26 di BolognaFiere, a cui si aggiungono 30 espositori legati a editoria, grafica e creatività, per un totale di 181 presenze.
All’interno della Main Section, alcune gallerie propongono piccole mostre personali di artisti che si ritengono particolarmente attuali, a prescindere dalla generazione a cui appartengono. Il concetto di ibridazione dunque non è solo quello semantico relativo alla fruizione dell’opera d’arte ma insieme alla trans-generazionalità è un’idea principe nell’arte contemporanea, sempre più chiamata a superare barriere e a stimolare confronti.

All’interno della Main Section, alcune gallerie propongono piccole mostre personali di artisti che si ritengono particolarmente attuali, a prescindere dalla generazione a cui appartengono. Il concetto di ibridazione dunque non è solo quello semantico relativo alla fruizione dell’opera d’arte ma insieme alla trans-generazionalità è un’idea principe nell’arte contemporanea, sempre più chiamata a superare barriere e a stimolare confronti.

Eidos Immagini Contemporanee si propone così per questa edizione con il progetto SEGNI: dalla mano alla luce. Hans Hartung e Bruno Di Bello isolando ed enfatizzando dei due autori opere dalla forte componente segnico gestuale. Per Hartung un corpus di opere anni 40-60, dove il segno è agito quasi come un graffio sulla tela, per Di Bello con lavori anni 70, dove il segno è condotto dall'artista in maniera quasi performativa, ma trasmesso sulla tela emulsionata dalla luce, quindi paradossalmente in maniera del tutto immateriale. Per Hartung si pone l’accento sul periodo centrale della produzione del Maestro attraverso l’analisi di un rarissimo corpus di carte della fine degli anni 40 (le stesse su cui appuntò la propria attenzione la mostra della Tate Gallery a Londra nel 1996) e di tele anni 50 e 60 scelte privilegiando la conduzione quasi incisoria del segno. Il gesto che si apre ampio, l’incisione del segno che mai eccede in furori incontrollati, il colore ridotto a impasti morbidi eppure in grado di essere consustanziale al gesto contrappuntano in maniera specifica ogni decennio. Per Di Bello invece le opere immediatamente successive all’esperienza della Mec Art (da lui sempre condotta in chiave più concettuale che pop, come momento di riflessione della pittura sulla pittura utilizzando paradossalmente anche il medium fotografico). Si tratta dei rari segni di luce o scritture di luce in cui l’artista in camera oscura agisce con una torcia luminosa davanti alla tela, affidando dunque alla luce la componente gestuale della sua ricerca. In Hartung la luce è lo "sfondo" che contrasta e dà rilievo al segno, in Di Bello il medium che fisicamente lo genera, una sorta di longa manus dell'Artista, parallela quasi al pensiero...

Due generazioni di Maestri "storici" a confronto su un tema molto forte della loro produzione, privilegiando nel percorso espositivo quel linguaggio contaminato che è uno dei temi conduttori del contemporaneo.

Eidos Immagini Contemporanee Hall 26 Stand B44
Quartiere Fieristico di Bologna | Ingresso Ovest Costituzione | Piazza Costituzione | Bologna
Dal 2 al 5 febbraio 2018
preview a invito: 1 febbraio dalle 11 alle 21
2-3-4 febbraio dalle 11 alle 19.
5 febbraio dalle 11 alle 17

ARTVERONA 

13-16 OTTOBRE 2017
Veronafiere - Ingresso Re Teodorico, Viale dell’Industria
PAD. 11 / Stand D12 - E11


 

REALE F. FRANGI
L’Oltre 

8 ottobre - 16 novembre 2017
Inaugurazione sabato 7 ottobre ore 18:00

Antologica a cura di Raffaella A. Caruso
catalogo in galleria
con-fine edizioni d’Arte&Cultura
ISBN 978-88-96427-67-5

Questa antologica nasce non solo dalla voglia del curatore Raffaella A. Caruso di presentare una “bella” mostra ma anche dalla necessità dell’Artista, dopo più di cinquant’anni di attività, di un organico riordino di scritti, progetti, disegni, pittura in un periodo che va dalla fine degli anni 60 al nuovo Millennio: dai primi esperimenti con le plastiche, alla cellula abitabile, all'uso puro della geometria e del colore sino al Madi.

 

Nell'impossibilità dunque di seguire diacronicamente l’evoluzione di ogni singolo tema, per la vastità del periodo analizzato e per la varietà del materiale analizzato, il curatore ha adottato una lettura sincronica- la stessa tenuta nel catalogo- in un percorso che parte già negli anni 60 con l’intento di indagare le “geometrie dialettiche” costruite dall’analogia/opposizione della forma dall’antagonismo o complementarietà del colore, alla continua ricerca dell’equilibrio.

Sul finire degli anni 60 dunque abbandonati i primi esperimenti figurativi, risolti in chiave realista-esistenziale, e sposato l’uso della geometria pura, la sperimentazione di Reale Franco Frangi si avvale dei nuovi materiali plastici: il colore riluce grazie alle nuove superfici e la forma esce prepotente per la prima volta dal quadro anticipando la penetrazione spaziale madi, chiaramente evidente nel progetto della cellula abitabile che segnerà il grande periodo di riflessione teorica degli anni 70. A partire dagli anni 80 la costruzione dei temi "formali" si fa più complessa, guidata dall'interazione matematica di luce-forma-colore. Ne è manifesto il ciclo del doppio: la forma inizia a traslare, ruota, si ribalta raddoppiando la forza sua e il potere del colore. Gli anni 90 sono quelli dell'adesione "ufficiale" al Madi: la crescita della forma nello spazio non è più binaria ma esponenziale, le possibilità combinatorie infinite, la libertà totale (sempre nel rispetto di precisi presupposti formali), la maturità artistica piena. L’oltre diviene la dimensione fisica di collocazione dell’opera nello spazio e la prospettiva mentale di costruzione dell’esistenza. Affiora quasi come imprescindibile e urgente esigenza il tema del tempo. 



Accompagna la mostra un volume con un articolato saggio di Raffaella A. Caruso e un ricco apparato iconografico, riproducente non solo le opere in mostra ma anche appunti, disegni, schizzi, progetti dell’Artista. Scrive il curatore: “Alcune osservazioni parranno al lettore forse già viste. Affondano infatti le proprie radici in quella stagione di grande fermento di idee e di scambio d’intenti che fu il dopoguerra: nascono dalla gioia e dalla sofferenza d’una seria ricerca personale e dalla passione di un’intera generazione, che uscita da anni di fame e di tribolazioni, volle sperimentare lottando. E ancora oggi sa farlo, cercando l'oltre”.

EXPOARTE MONTICHIARI

23 e 24 Settembre 2017
MONTICHIARI (BS) - Centro Fiera del Garda 

Expoarte Montichiari omaggia Concetto Pozzati

a cura di Raffaella A. Caruso
Eidos Immagini Contemporanee

Expoarte Montichiari omaggia Concetto Pozzati", recentemente scomparso.
Il progetto raccoglie un corpus di opere provenienti da un lascito privato, realizzate alla metà degli anni ‘70, il periodo in cui – spiega la curatrice – “il pop di Pozzati assume il tratto di una malinconia tutta padana, con riflessioni estremamente vicine ai poveristi e con divertissement tra ironico e concettuale”.

Teso (Corrado La Mattina)
#STREET@ICON

a cura di Raffaella A. Caruso
Eidos Immagini Contemporanee
Expoarte Montichiari - Stand n. B18-C19-C21

#Street@Icons è un progetto site specific su come street art, writing e concettuale possano dare vita a interessantissime contaminazioni fresche e “veloci” assolutamente contemporanee. Protagonista è Teso (aka di Corrado La Mattina), giovane artista napoletano (1982) dalla solida formazione accademica e dal ricco curriculum espositivo che va da Circumwriting a Napoli nel 2004–con presentazione di Bonito Oliva- al PAN nel 2011 a Palazzo Reale a Milano nel 2014 con I have a dream e che lo vede attualmente impegnato nei grandi murales di riqualificazione delle stazioni Nord di MetroNapoli, la metropolitana che ospita i lavori di tanti artisti internazionali.

CHIARA DYNYS
Baroque

19 Maggio - 19 Giugno 2016

Inaugurazione 19 Maggio ore 18:30

a cura di Raffaella A. Caruso - (Catalogo in Galleria)

BETTY BEE
Gilda

S8-17 Aprile 2016 - Spaziocorte Martino Midali
a Cura di Raffaella A. Caruso

Il Re è Martino Midali e come ogni re ospita la Regina nel suo storico Spaziocorte, in via Bronzetti 23 a Milano. La Regina è Betty Bee (non a caso all’inizio della sua carriera Betty Bee Queen) che Midali ha voluto tra le sue “donne ambasciatrici del suo stile” perché artista contemporanea tra le più forti ed eclettica del panorama artistico italiano.

PARLARE AI MURI second half
#DESIGNWEEK

6-8 Aprile 2016 - Polo espositivo Novegro, Milano
a cura di Raffaella A. Caruso

Quando la metropoli milanese è così integralmente coinvolta da un evento di rilevantissima portata come la Settimana del design, fioriscono le iniziative che in modo anche piacevolmente spontaneo si inseriscono con assoluta legittimità territoriale nel quadro complessivo delle manifestazioni. 

Eidos Immagini Contemporanee incontra i suoi collezionisti ad Arte Fiera Bologna

in due stand e con due progetti.

E INTANTO IN ITALIA

29 Gennaio / 1 Febbraio 2016
Pad. 26 stand B92

BETTY BEE: Doppio sogno

29 Gennaio / 1 Febbraio 2016
Pad. 32 stand C20

BETTY BEE
Con tutto l’amore del mondo

23 - 25 maggio 2015 - Artefiera Napoli
Per la sua prima edizione Napoli Arte Fiera dedica con il Patrocinio della Regione Campania e del Comune di Napoli (in collaborazione con Eidos Immagini Contemporanee e con la curatela di Ciro Delfino e Raffaella A. Caruso) uno special content ad una delle artiste più poliedriche del panorama contemporaneo.

SHINYA SAKURAI
E intanto fioriscono i ciliegi...

3 aprile - 4 maggio 2015 - Asti

Inaugurazione 2 aprile ore 17.30 - (Catalogo in galleria)
a cura di Raffaella A. Caruso

AIDAN
#4stagioniproject

28 Febbraio - 1 Marzo / 6-8 Marzo 2015

ArtParmaFair
a cura di Raffaella A. Caruso

ANTONIO CIARALLO
Sipari

7-10 Novembre 2014

Forlì Arte Contemporanea
a cura di Raffaella A. Caruso

I HAVE A DREAM

8-10 OTTOBRE 2014 - Palazzo Reale (Milano)

50 ARTISTI + UNO A SOSTEGNO DEI DIRITTI UMANI
Una iniziativa promossa da Robert F. Kennedy Center for Justice and Human Rights Europe
Ingresso libero: 9.30-19.30
Venerdì 10 ottobre - ore 19 special event
Asta benefica battuta da Artcurial a sostegno
del Robert F. Kennedy Center for Justice and Human Rights Europe,
con la partecipazione della presidente onoraria Kerry Kennedy

GIOVANNI LOMBARDINI
Gli Iniziali

9-27 Aprile 2014 - Urbino, sale del Castellare di Palazzo Ducale

ARNULF RAINER
Il corpo, la croce

a Cura di Raffaella A. Caruso - (Catalogo in galleria)

L’esposizione indaga un particolare e circoscritto periodo, quello che dal 70 attraverso le Face farces ed i nudi del Frauensprachezyklus arriva all’82 con il rarissimo ciclo di Hiroshima . Un approccio non didattico né diacronico quello del curatore, viscerale piuttosto anche se come scritto nel catalogo che accompagna l’esposizione “qui non si parla di sangue versato o di viscere sparse, né di animali immolati in riti propiziatori. Qui si parla di intimo, della costante ricerca di un io che rende Rainer sicuramente più accostabile a Bacon che a Nitsch”. 

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